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Mutuo: quali fattori influenzano davvero il tasso di interesse?


Quando si decide di acquistare una casa, il mutuo rappresenta spesso l'impegno economico più importante della propria vita. È quindi naturale concentrarsi sul tasso di interesse, perché anche una differenza apparentemente minima può tradursi in migliaia di euro nel corso degli anni.


Molti, però, pensano che il tasso sia uguale per tutti o che dipenda esclusivamente dalla banca scelta. In realtà, il suo valore è il risultato di una combinazione di fattori economici, finanziari e personali. Alcuni sono fuori dal controllo del cliente, come l'andamento dei mercati, mentre altri dipendono direttamente dalla situazione economica di chi richiede il finanziamento.


Capire come viene determinato il tasso permette di affrontare la richiesta di mutuo con maggiore consapevolezza e, in alcuni casi, di ottenere condizioni più vantaggiose.


Il ruolo della Banca Centrale Europea

Uno dei principali fattori che influenzano il costo dei mutui è la politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE).


Quando la BCE aumenta i tassi di riferimento, il denaro diventa più costoso per le banche, che a loro volta tendono ad applicare interessi più elevati ai mutui concessi ai clienti. Al contrario, quando i tassi vengono ridotti, ottenere un finanziamento diventa generalmente meno oneroso.


Per questo motivo il mercato dei mutui può cambiare sensibilmente nel giro di pochi mesi, anche senza che il singolo richiedente abbia modificato la propria situazione economica.



Tasso fisso o tasso variabile?


Una delle prime decisioni riguarda la scelta tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso variabile.


Il tasso fisso rimane invariato per tutta la durata del finanziamento. La rata è sempre la stessa e offre una maggiore tranquillità, perché mette al riparo dalle oscillazioni dei mercati finanziari. È una soluzione particolarmente apprezzata da chi desidera pianificare con precisione il proprio bilancio familiare.


Il tasso variabile, invece, segue l'andamento degli indici di mercato. In alcuni periodi può risultare più conveniente, ma comporta il rischio che la rata aumenti nel tempo se i tassi di interesse salgono.


Non esiste una scelta valida per tutti: molto dipende dalla propensione al rischio, dalla stabilità del reddito e dalle aspettative sull'andamento dell'economia.


L'importo richiesto e il valore dell'immobile


Anche il rapporto tra la cifra richiesta e il valore dell'immobile influisce sul tasso applicato.


Questo rapporto è conosciuto come Loan to Value (LTV) e indica la percentuale del valore della casa finanziata dalla banca.


Facciamo un esempio.


Se un immobile vale 250.000 euro e il mutuo richiesto è di 200.000 euro, il finanziamento copre l'80% del valore dell'abitazione.


Più questa percentuale è elevata, maggiore è il rischio assunto dalla banca. Di conseguenza, potrebbero essere applicate condizioni meno favorevoli.


Chi dispone di un anticipo più consistente, invece, spesso riesce ad accedere a tassi migliori.



Il profilo del richiedente


Ogni banca valuta con attenzione l'affidabilità economica del cliente prima di concedere un mutuo.


Un reddito stabile, un contratto di lavoro a tempo indeterminato e una buona capacità di risparmio rappresentano elementi che trasmettono maggiore sicurezza.


Anche l'età del richiedente può incidere. In generale, le banche tendono a preferire una durata del mutuo che consenta il rimborso entro una determinata fascia di età, motivo per cui chi richiede un finanziamento in età avanzata potrebbe avere meno possibilità di scegliere piani molto lunghi.


Viene inoltre analizzato il rapporto tra il reddito mensile e la rata del mutuo. Nella maggior parte dei casi, gli istituti di credito preferiscono che la rata non superi circa un terzo del reddito netto familiare, così da ridurre il rischio di insolvenza.


La storia creditizia conta più di quanto si pensi


Chi ha sempre pagato puntualmente prestiti, finanziamenti o carte di credito parte generalmente da una posizione più favorevole.


Al contrario, ritardi nei pagamenti o segnalazioni nelle banche dati creditizie possono influenzare negativamente la valutazione della banca.


Per questo motivo è sempre consigliabile verificare la propria situazione finanziaria prima di presentare una richiesta di mutuo, evitando di accumulare contemporaneamente numerosi finanziamenti o debiti che potrebbero compromettere la propria affidabilità.



La durata del mutuo


Anche il numero di anni scelto per il rimborso ha un impatto sul costo complessivo del finanziamento.


Un mutuo di lunga durata permette di avere rate più leggere, ma comporta il pagamento di interessi per un periodo maggiore. Al contrario, una durata più breve richiede uno sforzo economico mensile superiore, ma consente generalmente di risparmiare sul costo totale degli interessi.


La scelta ideale dipende dal proprio equilibrio tra sostenibilità della rata e convenienza economica nel lungo periodo.


Lo spread applicato dalla banca


Oltre agli indici di riferimento del mercato, ogni banca applica uno spread, cioè un margine che rappresenta il proprio guadagno sul finanziamento.


È proprio questo elemento che rende differenti le offerte dei vari istituti di credito.


Due banche possono utilizzare lo stesso indice di riferimento, ma proporre tassi finali diversi proprio perché applicano spread differenti.


Per questo motivo confrontare più preventivi è sempre una buona abitudine e può tradursi in un risparmio significativo.


Le garanzie offerte


La presenza di un garante, di un secondo intestatario con reddito stabile oppure di ulteriori garanzie patrimoniali può ridurre il rischio percepito dalla banca.


In alcune situazioni questo consente di ottenere condizioni economiche più favorevoli o di accedere al mutuo anche quando il profilo del richiedente, da solo, non sarebbe sufficiente.


Le polizze assicurative


Molte banche propongono polizze assicurative abbinate al mutuo, come quelle contro perdita del lavoro, invalidità o decesso.


Sebbene alcune siano facoltative, la loro presenza può talvolta incidere sulle condizioni economiche offerte dall'istituto di credito. È comunque importante valutare con attenzione costi e benefici, senza limitarsi a considerare esclusivamente il tasso di interesse.


Non fermarsi al TAN


Quando si confrontano due mutui, è facile lasciarsi guidare dal TAN (Tasso Annuo Nominale). Tuttavia, questo dato non racconta l'intero costo del finanziamento.


È il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) a fornire un quadro più completo, perché comprende anche molte delle spese accessorie, come istruttoria, perizia e altri costi collegati al mutuo.


Per questo motivo il TAEG rappresenta il parametro più utile quando si vogliono confrontare offerte differenti in modo trasparente.



Come ottenere un tasso migliore


Esistono alcune strategie che possono aumentare le possibilità di ottenere condizioni più vantaggiose. Disporre di un anticipo elevato, mantenere una buona affidabilità creditizia, evitare un eccessivo livello di indebitamento e confrontare le offerte di più istituti di credito sono tutti elementi che possono fare la differenza.


Anche rivolgersi a un consulente del credito o a un mediatore può essere utile per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e negoziare condizioni competitive.


Conclusioni


Il tasso di interesse di un mutuo non nasce per caso. È il risultato dell'incontro tra le condizioni del mercato finanziario e il profilo del richiedente. Alcuni fattori, come le decisioni della Banca Centrale Europea, non possono essere influenzati, ma molti altri dipendono dalle proprie scelte finanziarie.


Informarsi, confrontare le offerte e presentarsi alla banca con una situazione economica solida permette non solo di aumentare le probabilità di ottenere il finanziamento, ma anche di risparmiare una somma importante nell'arco dei venti o trent'anni di durata del mutuo.


Quando si acquista una casa, anche pochi decimi di punto percentuale possono fare una grande differenza: comprenderne le cause è il primo passo per scegliere con maggiore consapevolezza.



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